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Scuola e lotta alla violenza di genere: la proposta di Aloisio (M5S) per un’educazione emotiva preventiva

Un nuovo approccio per combattere violenza di genere e bullismo: educare alle emozioni fin dai banchi di scuola

Roma, 18 febbraio – La violenza di genere continua a rappresentare una delle emergenze sociali più gravi in Italia. Gli ultimi dati, in particolare quelli relativi alla provincia di Padova, evidenziano una situazione allarmante: solo nei primi giorni di febbraio, il Questore ha emesso 15 ammonimenti nei confronti di uomini accusati di violenze contro le loro partner. Una realtà drammatica che sottolinea quanto sia urgente un intervento non solo repressivo, ma anche preventivo.

La senatrice del Movimento 5 Stelle Vincenza Aloisio ha sollevato con forza la necessità di un cambiamento radicale nell’approccio alla prevenzione della violenza di genere e del bullismo. Secondo Aloisio, le misure punitive e restrittive – come i Daspo, i fogli di via e gli ammonimenti – sono strumenti necessari ma insufficienti. “Intervenire dopo significa agire su vite già spezzate”, sottolinea la senatrice, ribadendo l’importanza di una strategia a lungo termine che miri a prevenire la radice del problema piuttosto che limitarsi a contenerne gli effetti.

La proposta dell’esponente M5S si basa sull’introduzione dell’educazione emotiva nei programmi scolastici, attraverso un disegno di legge che promuova l’insegnamento dell’empatia, del rispetto, della solidarietà e della dignità umana. “Dobbiamo educare i nostri giovani alla gestione delle emozioni, al riconoscimento della rabbia e delle frustrazioni, insegnando loro a sviluppare relazioni sane e rispettose”, ha dichiarato Aloisio.

L’obiettivo è contrastare la cultura dell’oggettificazione, che spesso alimenta la violenza di genere, e fornire ai ragazzi e alle ragazze strumenti per comprendere e gestire le proprie emozioni e quelle altrui. “Non possiamo limitarci a rispondere alla crisi, ma dobbiamo costruire una società in cui il rispetto reciproco sia un valore fondante”, ha concluso la senatrice.

L’educazione emotiva rappresenta quindi una strategia concreta e innovativa per affrontare fenomeni come la violenza di genere e il bullismo, mirando a formare cittadini più consapevoli e responsabili fin dalla scuola. Un passo avanti fondamentale per un cambiamento culturale duraturo.

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