Negli ultimi decenni, il mondo del lavoro in Italia è stato segnato da accordi sindacali controversi, spesso siglati con l’obiettivo dichiarato di garantire la stabilità occupazionale, ma che in realtà hanno finito per generare situazioni di precariato e sfruttamento. Tra questi, spicca il caso dei lavoratori ex LSU (Lavori Socialmente Utili) impiegati nelle scuole, la cui lunga battaglia per il riconoscimento dei diritti continua ancora oggi.
Con l’assunzione nei ruoli del personale ATA, gli ex LSU hanno finalmente ottenuto un contratto stabile come collaboratori scolastici. Tuttavia, il passaggio non ha risolto tutte le problematiche legate al loro passato lavorativo. Per oltre vent’anni, questi lavoratori hanno prestato servizio in condizioni spesso difficili, subendo continue esternalizzazioni e cambi di gestione senza alcuna garanzia per il futuro. Oggi, il Sindacato Generale Scuola (SGS) chiede che venga riconosciuto un diritto fondamentale: gli scatti di anzianità per gli anni di servizio svolti prima della stabilizzazione.
Attraverso un’azione legale intrapresa presso il Ministero dell’Istruzione e del Merito, il SGS ha avanzato la richiesta di un riconoscimento formale degli anni di lavoro trascorsi nelle scuole sotto cooperative e aziende appaltatrici. Non si tratta di una mera questione economica, ma di giustizia sociale e di dignità professionale. Molti di questi lavoratori si sono visti negare la progressione di carriera e il trattamento economico spettante, nonostante abbiano contribuito per anni al buon funzionamento delle scuole italiane.
“Non chiediamo soldi, chiediamo rispetto per il lavoro svolto,” affermano i rappresentanti del sindacato. “Questi lavoratori meritano che il loro passato non venga cancellato, ma riconosciuto e valorizzato, proprio come accade per qualsiasi altro dipendente pubblico.”
La battaglia per gli scatti di anzianità degli ex LSU si inserisce in un contesto più ampio di tutela dei diritti dei lavoratori del settore scolastico. Il riconoscimento dell’anzianità non solo garantirebbe un trattamento equo, ma rappresenterebbe anche un segnale forte contro le politiche di precarizzazione che per anni hanno colpito il personale ATA.
La questione rimane aperta e il dibattito è destinato a proseguire. Intanto, il SGS e i lavoratori ex LSU continuano a lottare per un principio inalienabile: la dignità del lavoro e il diritto a un riconoscimento equo e giusto.
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