Tutti i partiti fanno campagna elettorale sulla scuola e gli insegnanti e in particolar modo su il loro stipendio di cui si riconosce l’inadeguatezza anche perché il confronto con le retribuzioni degli insegnanti degli altri Paesi salta subito agli occhi e si sa che la dinamica salariale non potrà mai allineare gli stipendi degli insegnanti a quelli degli altri Paesi.
Ecco che ogni partito non ne fa una battaglia politica ma solo propagandistica, lo hanno fatto tutti i partiti durante la campagna elettorale, lo ha fatto la sinistra con Enrico Letta che in estate si spinse a promettere aumenti a tre cifre a fine della legislatura e ad assumere la carica oltre che di Presidente del Consiglio anche di Ministro dell’Istruzione.
Quindi non dobbiamo meravigliarsi che ora la sua pupilla la giovane Schlein candidata a segretaria del PD imposti la sua propaganda anche sullo stipendio degli insegnanti.
Ovviamente gli insegnanti mi auguro che non credano alla propaganda, della Sclein e dei partiti.
Di come gli insegnanti siano considerati, ormai lo sanno bene, basta considerare i recenti arretrati di un contratto arrivato con ben tre anni di ritardo e con un potere d’acquisto ridotto dell’inflazione.
Quello che non sanno è che la loro condizione economica e non solo tenderà ancora a peggiorare se continuano ad accettare tutto con passività, senza ribellarsi, senza mobilitarsi, considerando tutto come inevitabile. Solo un nuovo protagonismo a partire dalle scuole potrà modificare il loro stato e il loro destino.
Libero Tassella SBC
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