Gli articoli 6 e 7 del DL 71/2024 sono un chiaro riconoscimento del merito e delle competenze dei docenti come noi che hanno dedicato anni alla formazione e all’inclusione degli studenti con disabilità. Criticare queste disposizioni significa non solo ignorare il valore di chi ha investito tempo e risorse, ma anche minare la fiducia in un sistema che si basa sull’eccellenza e sulla professionalità. È ora di smettere di sminuire il lavoro di chi, giorno dopo giorno, si impegna per garantire un’istruzione di qualità. Non siamo opportunisti in cerca di una sistemazione o del posto fisso!
2. Inclusione non in pericolo:
Le affermazioni secondo cui l’inclusione sarebbe a rischio sono infondate e pesanti da accettare. I docenti con esperienza hanno dimostrato di saper gestire situazioni complesse e di garantire un ambiente di apprendimento inclusivo. La paura di perdere il posto di lavoro, che è il vero motivo che spinge i movimenti contro INDIRE, non deve offuscare la visione di un sistema educativo più meritocratico. È tempo di riconoscere che l’inclusione è un valore fondamentale, e i docenti che la promuovono quotidianamente meritano rispetto.
3. Intervento necessario del Governo:
Il Governo ha agito con responsabilità e oculatezza riconoscendo l’esperienza sul campo e rispondendo a problematiche annose in moldo concreto. È inaccettabile che il CDSS si concentri su una visione ristretta a “tre regioni campione” e a solo una classe di concorso (ADSS), ignorando le esigenze di molte altre regioni e classi di concorso. L’intervento del Governo è fondamentale per garantire un equilibrio nel sistema e affrontare le sfide attuali.
4. Situazione complessa del Sostegno:
Le critiche del CDSS non riflettono la realtà nazionale. In molte aree del territorio nazionale si fa fatica a trovare personale adeguato tanto è vero che anche in questi giorni si sta ricorrendo a interpelli per ricoprire posti di sostegno. È ora di affrontare questa complessità con soluzioni concrete e non con difese di interessi particolari. La critica al decreto appare come una manovra strumentale per preservare posizioni, piuttosto che un vero impegno per l’inclusione.
5. Problemi di continuità didattica:
Il CDSS ha sollevato critiche anche sulla continuità didattica prevista dall’art.8 del DL 71/2024. Il Governo con questa norma affronta questo tema in modo pragmatico. È fondamentale che i genitori siano parte attiva del GLO, e il decreto lo riconosce chiaramente. Vogliamo precisare un altro aspetto che i docenti specializzati ben conoscono anche dal decreto 153/2023 e cioè che “i genitori partecipano ai lavori del GLO a pieno titolo”. La sostanza è quindi che i genitori sono componenti effettivi del GLO, non soggetti che partecipano solo per firmare un documento!.
Le critiche sulla tempistica del DL 71/2024 sono infondate. Le decisioni sono state prese sulla base di dati recenti, pertinenti e non parziali e usati ad arte come le raccolte dati dei docenti del CDSS! Ignorare la realtà attuale non farebbe altro che compromettere la qualità dell’insegnamento. Il fabbisogno come chiesto dai sindacati è stato ampiamente fornito e non sarà certo il CDSS a inficiare i corsi con ulteriori tendenziose ricerche.
Conclusioni:
È fondamentale che il CDSS abbandoni ogni volontà di ostacolare il cammino del DL 71/2024 e riconosca l’importanza di un intervento che valorizzi l’esperienza e le competenze già in possesso dei docenti. Noi docenti di “INDIRE” esistiamo! Colleghi dei movimenti d’opposizione valutate la possibilità che è ora di smetterla e imparate che l’inclusione scolastica è un obiettivo che possiamo realizzare solo unendo le forze e affrontando le sfide con determinazione….sempre che sia l’inclusione ciò che vi interessa veramente!
Daniela Nicolò
Gruppo Uniti per INDIRE
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