Pensioni e rivalutazione 2025 – La Corte Costituzionale ha emesso una sentenza di grande rilevanza sul tema della rivalutazione delle pensioni, confermando la legittimità dei tagli applicati agli assegni di importo più elevato per gli anni 2023 e 2024.
La questione era stata sollevata da un ex dipendente pubblico che contestava la costituzionalità del sistema adottato dal governo Meloni, sostenendo che violasse i principi sanciti dall’articolo 36 della Costituzione.
Il meccanismo prevedeva una rivalutazione integrale solo per le pensioni fino a quattro volte il trattamento minimo, con percentuali decrescenti per gli importi superiori. La Consulta ha giudicato questa scelta conforme ai criteri di ragionevolezza e proporzionalità, sottolineando l’obiettivo di tutelare le fasce più deboli della popolazione.
Nessun rimborso o arretrato è quindi previsto per i pensionati con assegni più alti, in quanto la Corte ha riconosciuto che tali trattamenti sono meno vulnerabili all’impatto dell’inflazione.
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