Pensioni 2025 – La recente sentenza della Corte Costituzionale ha confermato la legittimità del blocco parziale della rivalutazione delle pensioni previsto dalla legge di Bilancio 2023 e prorogato nel 2024.
La decisione, che ha suscitato reazioni contrastanti, stabilisce che le misure di “raffreddamento” adottate per contenere l’adeguamento degli assegni pensionistici superiori a quattro volte il minimo Inps sono coerenti con i principi costituzionali.
Secondo la Corte, la scelta del governo di garantire una piena perequazione solo alle pensioni più basse, riducendola progressivamente per quelle più elevate, tutela le fasce più vulnerabili senza violare i diritti sanciti dagli articoli 3 e 38 della Costituzione. Tuttavia, la misura ha comportato una perdita di potere d’acquisto per molti pensionati, generando insoddisfazione e proteste da parte dei sindacati.
Nonostante le critiche, la Corte ha sottolineato che la decisione risponde a esigenze di sostenibilità economica. Tuttavia, ha invitato il governo a considerare gli effetti della rivalutazione ridotta nelle future manovre. I sindacati, intanto, continuano a chiedere una riforma strutturale per garantire maggiore equità e stabilità al sistema pensionistico.
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