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Il Coordinamento Nazionale Docenti dei Diritti Umani analizza i dati preoccupanti sul calo del potere d’acquisto degli insegnanti e chiede urgenti misure di sostegno

Docenti fuorisede in crisi: il grido d'allarme per stipendi e costi di vita insostenibili

In seguito all’analisi dei dati contenuti nel recente Rapporto mondiale sui salari pubblicato dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO), il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani esprime forte preoccupazione riguardo alla situazione economica degli insegnanti, in particolare di quelli fuorisede.

Secondo il rapporto, negli ultimi 17 anni i salari reali hanno perso circa l’8,7% del loro potere d’acquisto, a fronte di un incremento spropositato dei costi della vita. Questa situazione sta mettendo in grave difficoltà molti docenti, costretti a sostenere costi elevati per il mantenimento lontano dalla propria residenza.

In media, si stima che ogni insegnante fuorisede abbia dovuto affrontare spese per oltre 120.000 euro in 10 anni, tra vitto, alloggio, utenze e trasporti. Soldi sottratti alle famiglie, rendendo impossibile il risparmio o investimenti a lungo termine.

Il malcontento è particolarmente diffuso tra i docenti della classe di concorso A046 – Discipline giuridiche ed economiche, che negli ultimi 10 anni hanno avuto pochissime opportunità di rientrare nelle proprie province. Molti di loro, assunti con la Legge 107/2015, non hanno ancora avuto la possibilità di riavvicinarsi al proprio nucleo familiare.

Per alleviare questa situazione di emergenza sociale, il Coordinamento Nazionale Docenti dei Diritti Umani chiede l’introduzione di misure urgenti, come un “Bonus Salva Docenti 2025” che possa garantire un sostegno economico compreso tra 2.000 e 5.000 euro annui netti per coloro che non riescono a ottenere il tanto atteso trasferimento.

L’obiettivo è quello di contrastare l’avanzamento della povertà in una fascia di popolazione che sembrava, fino a poco tempo fa, “protetta”. Se i costi della vita continueranno a crescere in modo incontrollato, gli stipendi degli insegnanti non saranno più sufficienti per garantire l’essenziale lontano dalla propria città.

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