Alzheimer e RSA: la Cassazione stabilisce la Copertura totale delle rette da parte del SSN, ecco come recuperare le somme versate alle RSA.
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 33394, ha introdotto un’importante novità per le famiglie italiane che affrontano il peso dell’assistenza ai malati di Alzheimer. La decisione stabilisce che le rette delle Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA) per i pazienti affetti da Alzheimer o altre forme di demenza devono essere interamente a carico del Servizio Sanitario Nazionale (SSN). Questo verdetto segna un passo avanti significativo nel riconoscimento del diritto alla salute e all’assistenza per i pazienti e le loro famiglie.
Cosa dice la sentenza della Cassazione sui malati di Alzheimer
La pronuncia della Suprema Corte si basa su un principio chiave: le prestazioni socio-assistenziali necessarie per i malati di Alzheimer sono inscindibilmente legate a quelle sanitarie. Di conseguenza, il costo complessivo della permanenza in RSA – comprensivo sia delle cure mediche che dell’assistenza quotidiana – deve essere sostenuto dal SSN. La sentenza ribalta decisioni precedenti, come quella della Corte d’Appello di Milano, che avevano escluso tale copertura.
Il caso specifico riguardava un cittadino milanese che dal 2016 chiedeva il rimborso delle spese sostenute per il ricovero della madre in una RSA. Dopo anni di battaglie legali, la Cassazione ha riconosciuto la fondatezza delle sue richieste, creando un precedente giuridico di grande rilevanza.
L’impatto sulle famiglie italiane con familiari malati di Alzheimer
In Italia, si stima che più di un milione di persone soffrano di demenza, un numero destinato a crescere con l’invecchiamento della popolazione. L’assistenza a un familiare con Alzheimer comporta costi elevati, spesso insostenibili per molte famiglie. Oltre alle spese per farmaci e assistenza, molte persone si trovano costrette a ridurre o abbandonare il lavoro, con pesanti ripercussioni economiche e psicologiche.
La sentenza rappresenta quindi una boccata d’ossigeno per i caregiver, ma evidenzia anche l’urgenza di una legislazione chiara e uniforme che garantisca un’applicazione omogenea su tutto il territorio nazionale. Senza un intervento normativo, infatti, il rischio è che si creino disparità tra Regioni.
Verso un welfare più inclusivo
Organizzazioni come ANAP Confartigianato stanno lavorando per sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni sull’importanza di un welfare più equo e inclusivo. Il “Patto per un nuovo welfare sulla non autosufficienza” è una delle iniziative che mira a migliorare le politiche di assistenza, promuovendo soluzioni concrete come l’aumento delle ore di assistenza domiciliare e il miglioramento dell’accessibilità alle strutture specializzate.
Un passo avanti, ma non basta
Tuttavia le famiglie che hanno parenti nelle RSA malati di Alzheimer, possono avviare l’azione legale per recuperare le somme già versate alle strutture. Chi volesse avviare l’iter può scrivere alla nostra casella di posta elettronica per avere tutte le informazioni necessarie: scuolainformazione@gmail.com
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